Possiamo distinguere le tecnice della pubblicità in due categorie: quelle relative alle immagini e quelle relative al testo.
L'immagine pubblicitaria utilizza tutte le tecniche dal disegno, alla pittura, alla fotografia.
Il testo usa parole sfruttando il vasto repertorio di figure retoriche e giochi di parole.
La rima (es: la giacca scura che dura)
L'assonanza è simile alla rima, ma imperfetta (es: compra il pane ...ma non scordare il salame)
La similitudine è un insieme di idee basate sulla somiglianza (es: duro come l'acciaio)
La metafora è un insieme di idee che richiama ad una cosa diversa da quella effettivamente nominata (es: metti un tigre nel motore)
L'iperbole è l'esagerazione di un concetto oltre i limiti del reale (es: lava bianco che più bianco non si può)
Segue: I temi della pubbilcità...
L'arte come libertà e necessità, l'arte come gioco tra anima e natura.
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giovedì 2 ottobre 2008
Tecniche e temi della pubblicità
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Astrattismo
Dopo la creazione si rivolge lo sguardo increduli...
E' come osservare un temporale carico di squarci luminosi. Come respirare il profumo delle forme, come ascoltare un racconto misterioso, coinvolgente e che rivela dopo lunghe
pause, improvvise pillole di saggezza.
In sintesi o si ama o si odia.
Quello dell'astrazione e' il momento apice del processo raziocinante dell'uomo, in cui dall'analisi del particolare, si accede alla sintesi universale superando, con un balzo d'intuizione, ogni effetto spazio-temporale.
Gli informali dicono che pittura e scultura debbono rinunciare totalmente ai contenuti illustrativi per raggiungere la massima purezza o essenza o interiorita' metafisica.
E' come osservare un temporale carico di squarci luminosi. Come respirare il profumo delle forme, come ascoltare un racconto misterioso, coinvolgente e che rivela dopo lunghe
pause, improvvise pillole di saggezza.
In sintesi o si ama o si odia.
Quello dell'astrazione e' il momento apice del processo raziocinante dell'uomo, in cui dall'analisi del particolare, si accede alla sintesi universale superando, con un balzo d'intuizione, ogni effetto spazio-temporale.
Gli informali dicono che pittura e scultura debbono rinunciare totalmente ai contenuti illustrativi per raggiungere la massima purezza o essenza o interiorita' metafisica.
Perchè ho deciso di aprire il blog
Arte, libertà e necessità...
L'arte coglie ed esprime immediatamente l'Assoluto, l'identità che è il principio costitutivo di tutto ciò ch'esiste L'arte è l'unico vero ed eterno documento insieme della filosofia, che con novità incessante, attesta cio' che la filosofia non può rappresentare esternamente, con l'inconscio che opera e produce la sua originaria identità col cosciente. Per questo motivo, l'arte è per il filosofo quanto vi ha di piú alto, perché essa gli apre e unisce cio' che nella natura e nella storia è separato, cio' che nella vita, nell'azione e nel pensiero, fugge eternamente. Ciò che noi chiamiamo natura è una poesia chiusa in caratteri misteriosi, ma se l'enigma si potesse svelare noi vi riconosceremmo l'odissea dello spirito che per mirabile illusione va cercando se stesso e fugge se stesso. Il misterioso codice della natura si mostra attraverso il mondo sensibile solo come il senso attraverso le parole, solo come, attraversola terra della fantasia, alla quale miriamo. Ogni opera d'arte nasce quasi per il fatto che si toglie quella muraglia invisibile che divide il mondo reale dall'Ideale. La natura per l'artista è non piú di quello che è per il filosofo: E' solo il mondo ideale che appare tra continue limitazioni, è solo il riflesso imperfetto di un mondo, che esiste, non fuori di lui, ma dentro di lui.Sia l'arte che la filosofia, dunque, eliminano quella separazione tra mondo del pensiero e realtà sensibile, tra ciò che appartiene al soggetto e ciò che appartiene all'oggetto. Ognuna coglie nei propri modi quell'identità assoluta.Infatti l'uomo - sia esso artista o filosofo - è quell'identità che nel mondo naturale è ancora incosciente ma tende progressivamente alla coscienza. Inoltre l'artista, nel suo prodotto, crea una "materia che vive", spiritualizzata, piena di ideali di ideale;Egli fa e vede la natura come materia vivente. Il filosofo, dimostra che la natura e l'uomo sono materia e sono viventi; porta a livello di linguaggio logico la natura e lo spirito, l' ideale e il reale, cio' che è reale, è ideale nello stesso tempo. Se l 'Assoluto viene prodotto dall'artista viene espresso e rivelato nella sua opera, è anche vero che ciò non sarebbe possibile se, l'artista stesso, non vivesse in sé, nell'atto del creare l'Assoluto. Infatti c'è identità di conscio e inconscio sia nel produrre che nel prodotto. L'artista crea in virtù di una forza che sfugge alla sua riflessione; questa forza lo ispira e lo trascina ad esprimere cose che la sua intelligenza consapevole non riesce a comprendere. Questa ispirazione, poi, viene tradotta, consapevolmente in virtù della conoscenza delle tecniche di produzione artistica, in opera d'arte. Di fondo l'operare dell'artista nasce dall'unione di conscio e inconscio, volontario e involontario. Già da molto tempo è stato compreso che non tutto nell'arte si può compiere con la coscienza e che all'attività cosciente deve essere unita ad una forza incosciente, e che questa perfetta unione si compenetra e produce il vertice dell'arte. Solo quando nasce da questa forza creatrice che è un puro dono della Natura, l'opera si esprime sia pure nelle sue forme limitate, determinate, della materia, E se il reale costituisce la forma finita, e l'ideale è l'elemento riproducibile in infinite forme e con infinite variazioni, allora in quell'opera l'infinito diventa finito e il finito infinito. E se l'opera esprime, la libera creazione dell'artista che prende consistenza nella materia, dominata dalla legge della necessità, allora quest'opera costituisce l'unione indivisibile di libertà e di necessità. Se ne ricava perciò che l'uomo, in quanto manifestazione dell'Assoluto, in quanto identità di spirito - libero - e natura - necessitata - è da considerarsi libero, sí, ma non in senso totale, cioè non al punto di riuscire a superare il suo corpo, il tempo e lo spazio, la materia. Essere liberi perciò non è altro che l'esercizio della volontà nell'ambito delle condizioni in cui l'uomo si muove, ma l'uomo vive ed agisce nella storia dove esercita la sua libertà e c'è un ordine nella storia come c'è un ordine nella natura, perché la storia e la natura sono il campo della manifestazione dell'Assoluto. C'è quindi un disegno intelligente nella storia come c'è nella natura, questo disegno si snoda nel tempo, si attua attraverso l'azione dell'individuo-artista; ma l'azione libera dell'individuo si trova all'interno della storia che si attua secondo una legge necessaria, ecco, dunque, che la libertà dell'individuo coincide con la necessità della storia. La libertà dev'essere necessità, la necessità dev'essere libertà. La necessità in opposizione alla libertà non è altro che l'inconscio. Ciò che in me è inconscio, è involontario; solo cio' che conosco è opera del mio volere. Nella libertà deve ritrovarsi la necessità, per mezzo della libertà stessa e mentre io credo di operare liberamente, deve nascere in maniera inconscia ciò che non mi proponevo. Dunque, la storia che è il luogo dove si esercita la libertà umana, non è il prodotto consapevole della libera attività dell'individuo, essa deve attuarsi secondo leggi, attraverso le azioni libere degli uomini.
Arte Gioco tra Anima e Natura...
Da: La natura, l'anima bella e il gioco di Wolfgang von Goethe,.Scrisse saggi molto interessanti, come: "La teoria dei colori", "Sulla scienza della natura e Sulla morfologia". Partecipò allo Sturm und Drang, ma dopo un viaggio in Italia,maturo' il gusto per il classico el'ideale umano di equilibrio armonico tra naturalità e spiritualità.Oggetto della sua riflessione fu la natura, ch'egli spiega come una realtà organicamente strutturata e pervasa da un moto di vita incessante, come la realtà che tutto abbraccia e genera i fenomeni, da quelli vegetali alle espressioni dello spinto umano. Egli scrisse: "Natura! Noi ne siamo circondati e abbracciati, senza poterne uscire e senza potervi penetrare piú a fondo. Senza esserne pregata né diffidata, essa ci afferra nel cerchio della sua danza, e continua sin quando non siamo stanchi e cadiamo nelle sue braccia. Continuamente essa crea nuove forme: ciò che è, mai era stato, e ciò che era non ritorna piú: tutto è nuovo, eppur è ancora sempre l'antico. Tutte le sue creazioni sono momenti particolari di un progetto creativo totale ed unitario. E proprio la sua vita incessante, che si manifesta nella varietà delle creazioni, dimostra ch'essa è divina; anzi: La natura nasconde Dio!""L'uomo, espressione eminente della vita divina della natura, è reso da essa creatura potente; ad essa deve le sue capacità e, soprattutto, la sua creatività. Ma il suo potere non può spingersi fino alla penetrazione totale dei suoi misteri, fino al suo pieno possesso. Noi viviamo in mezzo ad essa, e tuttavia le siamo estranei. Essa parla ininterrottamente con noi, e non tradisce il suo segreto. Noi agiamo costantemente su di lei, e non abbiamo su di lei nessun potere. Anzi è l'uomo ad essere posseduto dalla natura, volente o nolente; in ciò consiste la sua compiutezza umana e la sua felicità. Ma il mistero dell'uomo, figlio della natura, è il mistero stesso della natura: esso pertanto non è svelabile. All'uomo è concesso addentrarsi nel mistero della realtà naturale con le armi della conoscenza: ma, per Goethe, l'impresa non avrà mai compimento; inoltre all'uomo è impossibile descrivere un sistema della natura, perché non c'è «sistema naturale». «Sistema naturale»: un'espressione contraddittoria. La natura non ha alcun sistema; essa ha, o meglio, è vita, derivante da un centro sconosciuto verso un confine non riconoscibile. La considerazione della natura è, perciò, senza fine, o che ci si addentri sempre piú nel minuto, o che ci si estenda sempre piú verso il grande e l'elevato.Per quanto gli è possibile conoscere di questa realtà vivente, sempre rinnovantesi, l'uomo deve procedere con metodo. Bisogna partire quindi dall'osservazione cogliendo la costanza e la concatenazione dei fenomeni empirici. Attraverso poi la riproduzione sperimentale, in condizioni diverse da quelle in cui l'evento è stato colto, possiamo tradurre il fenomeno empirico e particolare in fenomeno razionale e universale. Quindi giungeremo a cogliere, con l'intuizione, il fenomeno puro, che non è un fenomeno a sé, isolabile e analizzabile, ma ciò che si mostra in tutti i fenomeni osservabili. Per fare scienza però,c'è bisogno insieme dell'analisi e della sintesi. Infatti, dato che la natura è una totalità organica, l'uso esclusivo dell'analisi produrrebbe la separazione di ciò che in realtà è unito.Ma se l'uomo di scienza cerca di indagare la forza misteriosa della natura, l'artista manifesta e vive questa stessa forza vitale e creatrice, anche se trae le sue forme dalle realtà fenomeniche. Appena l'artista afferra un oggetto della natura, ecco che questo non appartiene già piú alla natura. Si può, anzi, dire che l'artista in questo momento crei, estraendo dall'oggetto ciò che è significativo, caratteristico e interessante, o, anzi, collocandovi per la prima volta un valore superiore. Ma la condizione per essere artista è che l'uomo si esprima - nelle forme specifiche dell'attività creativa - con tutte le sue potenzialità: sensibili e spirituali. Ogni arte richiede l'uomo integrale, e il grado supremo dell'arte richiede l'intera umanità.L'opera d'arte, cosí, riuscirà a coinvolgere l'uomo che ne gode con tutte le sue facoltà, con la sua sensibilità e con la sua spiritualità, col suo pensiero e con la sua volontà. E questo è il segno caratteristico del capolavoro.
L'arte coglie ed esprime immediatamente l'Assoluto, l'identità che è il principio costitutivo di tutto ciò ch'esiste L'arte è l'unico vero ed eterno documento insieme della filosofia, che con novità incessante, attesta cio' che la filosofia non può rappresentare esternamente, con l'inconscio che opera e produce la sua originaria identità col cosciente. Per questo motivo, l'arte è per il filosofo quanto vi ha di piú alto, perché essa gli apre e unisce cio' che nella natura e nella storia è separato, cio' che nella vita, nell'azione e nel pensiero, fugge eternamente. Ciò che noi chiamiamo natura è una poesia chiusa in caratteri misteriosi, ma se l'enigma si potesse svelare noi vi riconosceremmo l'odissea dello spirito che per mirabile illusione va cercando se stesso e fugge se stesso. Il misterioso codice della natura si mostra attraverso il mondo sensibile solo come il senso attraverso le parole, solo come, attraversola terra della fantasia, alla quale miriamo. Ogni opera d'arte nasce quasi per il fatto che si toglie quella muraglia invisibile che divide il mondo reale dall'Ideale. La natura per l'artista è non piú di quello che è per il filosofo: E' solo il mondo ideale che appare tra continue limitazioni, è solo il riflesso imperfetto di un mondo, che esiste, non fuori di lui, ma dentro di lui.Sia l'arte che la filosofia, dunque, eliminano quella separazione tra mondo del pensiero e realtà sensibile, tra ciò che appartiene al soggetto e ciò che appartiene all'oggetto. Ognuna coglie nei propri modi quell'identità assoluta.Infatti l'uomo - sia esso artista o filosofo - è quell'identità che nel mondo naturale è ancora incosciente ma tende progressivamente alla coscienza. Inoltre l'artista, nel suo prodotto, crea una "materia che vive", spiritualizzata, piena di ideali di ideale;Egli fa e vede la natura come materia vivente. Il filosofo, dimostra che la natura e l'uomo sono materia e sono viventi; porta a livello di linguaggio logico la natura e lo spirito, l' ideale e il reale, cio' che è reale, è ideale nello stesso tempo. Se l 'Assoluto viene prodotto dall'artista viene espresso e rivelato nella sua opera, è anche vero che ciò non sarebbe possibile se, l'artista stesso, non vivesse in sé, nell'atto del creare l'Assoluto. Infatti c'è identità di conscio e inconscio sia nel produrre che nel prodotto. L'artista crea in virtù di una forza che sfugge alla sua riflessione; questa forza lo ispira e lo trascina ad esprimere cose che la sua intelligenza consapevole non riesce a comprendere. Questa ispirazione, poi, viene tradotta, consapevolmente in virtù della conoscenza delle tecniche di produzione artistica, in opera d'arte. Di fondo l'operare dell'artista nasce dall'unione di conscio e inconscio, volontario e involontario. Già da molto tempo è stato compreso che non tutto nell'arte si può compiere con la coscienza e che all'attività cosciente deve essere unita ad una forza incosciente, e che questa perfetta unione si compenetra e produce il vertice dell'arte. Solo quando nasce da questa forza creatrice che è un puro dono della Natura, l'opera si esprime sia pure nelle sue forme limitate, determinate, della materia, E se il reale costituisce la forma finita, e l'ideale è l'elemento riproducibile in infinite forme e con infinite variazioni, allora in quell'opera l'infinito diventa finito e il finito infinito. E se l'opera esprime, la libera creazione dell'artista che prende consistenza nella materia, dominata dalla legge della necessità, allora quest'opera costituisce l'unione indivisibile di libertà e di necessità. Se ne ricava perciò che l'uomo, in quanto manifestazione dell'Assoluto, in quanto identità di spirito - libero - e natura - necessitata - è da considerarsi libero, sí, ma non in senso totale, cioè non al punto di riuscire a superare il suo corpo, il tempo e lo spazio, la materia. Essere liberi perciò non è altro che l'esercizio della volontà nell'ambito delle condizioni in cui l'uomo si muove, ma l'uomo vive ed agisce nella storia dove esercita la sua libertà e c'è un ordine nella storia come c'è un ordine nella natura, perché la storia e la natura sono il campo della manifestazione dell'Assoluto. C'è quindi un disegno intelligente nella storia come c'è nella natura, questo disegno si snoda nel tempo, si attua attraverso l'azione dell'individuo-artista; ma l'azione libera dell'individuo si trova all'interno della storia che si attua secondo una legge necessaria, ecco, dunque, che la libertà dell'individuo coincide con la necessità della storia. La libertà dev'essere necessità, la necessità dev'essere libertà. La necessità in opposizione alla libertà non è altro che l'inconscio. Ciò che in me è inconscio, è involontario; solo cio' che conosco è opera del mio volere. Nella libertà deve ritrovarsi la necessità, per mezzo della libertà stessa e mentre io credo di operare liberamente, deve nascere in maniera inconscia ciò che non mi proponevo. Dunque, la storia che è il luogo dove si esercita la libertà umana, non è il prodotto consapevole della libera attività dell'individuo, essa deve attuarsi secondo leggi, attraverso le azioni libere degli uomini.
Arte Gioco tra Anima e Natura...
Da: La natura, l'anima bella e il gioco di Wolfgang von Goethe,.Scrisse saggi molto interessanti, come: "La teoria dei colori", "Sulla scienza della natura e Sulla morfologia". Partecipò allo Sturm und Drang, ma dopo un viaggio in Italia,maturo' il gusto per il classico el'ideale umano di equilibrio armonico tra naturalità e spiritualità.Oggetto della sua riflessione fu la natura, ch'egli spiega come una realtà organicamente strutturata e pervasa da un moto di vita incessante, come la realtà che tutto abbraccia e genera i fenomeni, da quelli vegetali alle espressioni dello spinto umano. Egli scrisse: "Natura! Noi ne siamo circondati e abbracciati, senza poterne uscire e senza potervi penetrare piú a fondo. Senza esserne pregata né diffidata, essa ci afferra nel cerchio della sua danza, e continua sin quando non siamo stanchi e cadiamo nelle sue braccia. Continuamente essa crea nuove forme: ciò che è, mai era stato, e ciò che era non ritorna piú: tutto è nuovo, eppur è ancora sempre l'antico. Tutte le sue creazioni sono momenti particolari di un progetto creativo totale ed unitario. E proprio la sua vita incessante, che si manifesta nella varietà delle creazioni, dimostra ch'essa è divina; anzi: La natura nasconde Dio!""L'uomo, espressione eminente della vita divina della natura, è reso da essa creatura potente; ad essa deve le sue capacità e, soprattutto, la sua creatività. Ma il suo potere non può spingersi fino alla penetrazione totale dei suoi misteri, fino al suo pieno possesso. Noi viviamo in mezzo ad essa, e tuttavia le siamo estranei. Essa parla ininterrottamente con noi, e non tradisce il suo segreto. Noi agiamo costantemente su di lei, e non abbiamo su di lei nessun potere. Anzi è l'uomo ad essere posseduto dalla natura, volente o nolente; in ciò consiste la sua compiutezza umana e la sua felicità. Ma il mistero dell'uomo, figlio della natura, è il mistero stesso della natura: esso pertanto non è svelabile. All'uomo è concesso addentrarsi nel mistero della realtà naturale con le armi della conoscenza: ma, per Goethe, l'impresa non avrà mai compimento; inoltre all'uomo è impossibile descrivere un sistema della natura, perché non c'è «sistema naturale». «Sistema naturale»: un'espressione contraddittoria. La natura non ha alcun sistema; essa ha, o meglio, è vita, derivante da un centro sconosciuto verso un confine non riconoscibile. La considerazione della natura è, perciò, senza fine, o che ci si addentri sempre piú nel minuto, o che ci si estenda sempre piú verso il grande e l'elevato.Per quanto gli è possibile conoscere di questa realtà vivente, sempre rinnovantesi, l'uomo deve procedere con metodo. Bisogna partire quindi dall'osservazione cogliendo la costanza e la concatenazione dei fenomeni empirici. Attraverso poi la riproduzione sperimentale, in condizioni diverse da quelle in cui l'evento è stato colto, possiamo tradurre il fenomeno empirico e particolare in fenomeno razionale e universale. Quindi giungeremo a cogliere, con l'intuizione, il fenomeno puro, che non è un fenomeno a sé, isolabile e analizzabile, ma ciò che si mostra in tutti i fenomeni osservabili. Per fare scienza però,c'è bisogno insieme dell'analisi e della sintesi. Infatti, dato che la natura è una totalità organica, l'uso esclusivo dell'analisi produrrebbe la separazione di ciò che in realtà è unito.Ma se l'uomo di scienza cerca di indagare la forza misteriosa della natura, l'artista manifesta e vive questa stessa forza vitale e creatrice, anche se trae le sue forme dalle realtà fenomeniche. Appena l'artista afferra un oggetto della natura, ecco che questo non appartiene già piú alla natura. Si può, anzi, dire che l'artista in questo momento crei, estraendo dall'oggetto ciò che è significativo, caratteristico e interessante, o, anzi, collocandovi per la prima volta un valore superiore. Ma la condizione per essere artista è che l'uomo si esprima - nelle forme specifiche dell'attività creativa - con tutte le sue potenzialità: sensibili e spirituali. Ogni arte richiede l'uomo integrale, e il grado supremo dell'arte richiede l'intera umanità.L'opera d'arte, cosí, riuscirà a coinvolgere l'uomo che ne gode con tutte le sue facoltà, con la sua sensibilità e con la sua spiritualità, col suo pensiero e con la sua volontà. E questo è il segno caratteristico del capolavoro.
La mia musica
Rock anni dal 1962 al 1978 italiani: Banco del mutuo soccorso,Angelo Branduardi,De Andre',Eugenio finardi,PFM,Lucio Dalla,Francesco De Gregori,etc.The Door, Deep Purple, Rolling Stones, Beatles,Guns Roses, Nirvana, Clash, Green day, Aerosmith,U2, Queen, Rem, Van der graaf generator, Cranberries Clash Sex Pistols Ramones MetalliacaIron Maide, Velvet underground, Black sabbath, Led zeppelin, Pink floyd, Guns and roses, Jimi Hendrix, Experienced, Who, Lou Reed, Janis Jopline e david Bowie, Rainbow, Genesis, Black sabbath, Ac/dc, Yes, Emerson lake and palmer, Creedence clearwater revival, Grand funk railroad, Uriah Heep, Eloy, Electric light orchestra, Black crowes, Whitesnake, Def leppard, King crimson, Black widow, Porcupine tree, Peter Gabriel, Phil Collins, Tommy Bolin, Tyrannosaurus rex, Zz top, Glenn Hughes, Joe lynn turner, Eagles, Steve hackett, Tony banks, Ken hensley, Trapeze, Van halen, Bon jovi, Frank Zappa, Racer x, Scorpions, Vanadium, Wasp, Quiet riot, Alice cooper, Ufo, Arena, Jethro tull, Cream, Yardbirds, Santana,Jeff beck,ecc, ecc...
....continuo ? no :o)
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